Nicola Savino, conduttore di Quelli che il calcio e Un minuto per vincere, si è raccontato senza filtri sulla rivista Gioia.
Il conduttore ha voluto tirare fuori qualche sassolino dalla scarpa riguardo la sua professione: “Vorrei dimostrare a me stesso di riuscire ad avere la stessa leggerezza che ho alla radio. Agli altri non ho nulla da dimostrare. Ostento sicurezza. Il mio tallone d’Achille è essere un Numero 2. Cosa che alla fine non mi imbarazza affatto. Anzi, mi piace tantissimo. Mi infastidisce quando dicono che sono un raccomandato. Da chi? Non ho mai fatto del male a nessuno e non ho mai schiacciato qualcuno per fare quello che faccio. Ogni tanto ripenso solo a quando, da ragazzo, facevo il fonico e mi capitava di essere maltrattato da qualche deejay. Tutti quelli scarsi, però, quelli più maleducati. Non è che non me lo perdono, ma di sicuro avrei potuto aspettare meno per fare quello che faccio oggi. Se mi sono venduto un po’ l’anima? In un modo o nell’altro, chi non lo fa? Si nasce incendiari, si muore pompieri”.
Nicola non ha voluto dichiarare quanto guadagna per la sua conduzione di Quelli che il calcio: “Non mi va di dirlo. Guadagno meno dei pari ruolo di qualche anno fa. Crisi vuol dire meno guadagni, ma anche più opportunità. Io lavoro perché sono bravo, però è anche vero che per motivi economici si sono liberati degli spazi. Come in Serie A. E quindi…”.
Savino ha anche confessato di aver avuto un grave lutto molto recente, dal quale ancora non si è ripreso in pieno: “Il 12 agosto è morta mia madre. Quel giorno mi sono addormentato ragazzo, mi sono svegliato uomo”.
Il conduttore ha ammesso di andare da un’analista: “La prima volta è durata dal 1999 al 2001. Poi è morto l’analista, come nel film di Verdone, e ho smesso. Ho ripreso nel 2009 e fra un po’ dovrei smettere. Ho iniziato per conoscermi meglio e anche per non impazzire, visto che questo lavoro tende a far diventare un po’ pazzi. Detto questo, tutti per un po’ dovrebbero andare dall’analista. Vorrei che fosse obbligatorio”.
L’intervista ha poi toccato argomenti anche hot. Quando l’intervistatore gli ha chiesto quand’è stata l’ultima volta che è andato su You Porn Savino ha risposto: “Primi di agosto. Poi, da quando è morta mia mamma, non più. Credo che la pornografia appartenga a quella parte di noi rimasta adolescente. Che adesso per me non esiste più”.
Infine il conduttore ha ammesso di aver provato il viagra nel lontano 1999: “Sono stato uno dei primi, fu straordinario. Però mi battevano forte le tempie”.

