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Gianfranco d’Angelo


La sua carriera è caratterizzata da centinaia di spettacoli in diverse parti del mondo. Dalla metà degli anni 70 all’inizio degli anni 80 recita in tantissimi film della commedia erotica all’italiana con Alvaro Vitali, Lino Banfi e Renzo Montagnani. Ha due figlie, Daniela e Simona, attrici anche loro.

L’esordio televisivo avviene in Rai nel 1971 con il programma Foto di gruppo nel quale affianca Raffaele Pisu.

Ebbe inoltre una piccola ma significativa parte come commissario di polizia nel film per la televisione La bambola, della serie La porta sul buio, prodotta da Dario Argento ed andata in onda sulla RAI nel 1973.

Negli anni ’70 seguirono alcune partecipazioni in spettacoli televisivi della rete di Stato, come Mille luci (1976 con Raffaella Carrà), Dove sta Zazà (1977) e Mazzabubù (1978).

 Nel 1988 conduce su Italia 1 insieme ad Ezio Greggio la prima stagione del programma Striscia la notizia. Inoltre compare nello stesso periodo nei panni d’imitatore nei programmi Odiens


Alvaro Vitali


Nato a Trastevere, nel cuore di Roma, Alvaro Vitali è di aspetto buffo, basso, col doppio mento e con un volto che ispira il riso solo col guardarlo; le sue origini, legate alla tradizione romana e “romanesca” e la sua simpatia plasmeranno il suo personaggio che, insieme a Lino Banfi, Renzo Montagnani e tanti altri, caratterizzerà la commedia sexy tra gli anni ’70 ed ’80. Sposato, separato, con un figlio, vive a Roma con l’attuale compagna, la cantante Stefania Corona.

Ancora studente, con una passione per il canto e il ballo, venne scoperto da Federico Fellini che durante un provino rimase colpito dall’aspirante attore e, nel 1969 lo fece esordire nel cinema con una piccolissima parte in Satyricon. Il maestro riminese lo volle poi anche ne I clowns (1971), Roma (1972) e, soprattutto, in Amarcord (1973).

La fama di Alvaro Vitali è però legata soprattutto alla commedia erotica all’italiana che, per alcuni anni, costituì un rilevantissimo fenomeno cinematografico commerciale. Dopo aver interpretato La poliziotta con Mariangela Melato, Vitali viene notato per una gag con la pistola (dove sbaglia sistematicamente ogni colpo) dal produttore Luciano Martino. Da qui Alvaro comincia a lavorare con la Dania film.

A partire dalla seconda metà degli anni ’70, Alvaro Vitali interpretò numerosissimi film (in genere considerati di scarsissima qualità, ma veri e propri cult per gli appassionati del genere), di solito nel ruolo di spalla di altri attori come Lino Banfi e Renzo Montagnani, per indossare poi i panni del protagonista interpretando il ruolo di Pierino in Pierino contro tutti (1981) e Pierino colpisce ancora (1982), entrambi diretti da Marino Girolami, e in Pierino medico della Saub (1981) di Giuliano Carnimeo.


Lino Banfi


Lino Banfi, pseudonimo di Pasquale Zagaria (Andria, 11 luglio 1936).
Reso popolare per la sua parlata con forte accento pugliese, è tra gli attori italiani più caratteristici e distintivi del dopoguerra. Lino Banfi, insieme a Lando Buzzanca, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Carlo Giuffrè, Gianfranco D’Angelo, Aldo Maccione e Alvaro Vitali, rappresenta il gruppetto di mostri sacri delle commedie erotiche degli anni ’70, che furono criticate a quel tempo per le scene di nudo e per i linguaggi volgari, ma che sono state rivalutate negli ultimi anni da alcuni poiché considerate un’analisi critica dei difetti della società italiana non solo di quel periodo, ma anche dei giorni nostri. Oltre alle commedie sexy, la sua filmografia comprende altre pellicole di successo come L’allenatore nel pallone, Vieni avanti cretino ed Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio.

La sua simpatia colpisce anche i produttori cinematografici che lo scritturano per diverse commedie accanto a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, come, ad esempio, L’esorciccio (1975), che scritto, diretto e interpretato dal solo Ciccio Ingrassia con un minimo budget è considerato un cult per gli amanti di quel tipo di cinema.

Nello stesso anno debutta in televisione con la trasmissione Senza Rete con Alberto Lupo.

 

Negli anni ’70 e ’80 Banfi veniva considerato poco piu’ che un caratterista, seppur di alto livello e di molta fama. Piu’ avanti però si è ritenuto di avvicinare Banfi alla caratura di attore o, meglio, artista della commedia, poiché, a tutti gli effetti e a totale unanimità, egli ha inventato di sana pianta un genere, un personaggio, dei modi e una intera situazione socio-culturale tipica di una grossa fetta d’Italia, in maniera molto simile a quello che fece Alberto Sordi negli anni tra il 1950 e il 1960.

Oltre ad avere una presenza scenica difficilmente contenibile e difficilmente malleabile, Banfi aveva necessità anche di soggetti ideati sul suo tipo fisico e sulla sua origine meridionale, e anche qui le similarità con Sordi si fa avanti sommando, per alcuni versi, la caratteristica che fu anche dei film di Totò, i quali venivano disegnati sul personaggio, poiché essi non potevano essere prestati a soggetti pensati per altri attori. Pur riducendo, così, il numero di possibilità lavorative, fece sì che il caratterismo di Banfi saltasse molto al di sopra di quello di tutti i suoi pari e comprimari. Non c’è paragone, oggi, nel successo e nella riconoscibilità di Banfi rispetto, ad esempio, ad altri attori di quel genere e di quell’epoca, per quanto validi e preparatissimi.


Edwige Fenech


Edwige Fenech (Bona, 24 dicembre 1948) è un”attrice, conduttrice televisiva e produttrice cinematografica italiana. Nata nell”Algeria francese da padre maltese e madre siciliana, è nota soprattutto per aver interpretato negli anni Settanta numerosi film appartenenti al genere della commedia erotica all”italiana. Rimasta incinta all”inizio degli anni ”70 (figlio Edwin) ha vissuto per alcuni anni insieme al regista Luciano Martino e, successivamente, ha vissuto con Luca Cordero di Montezemolo.

Il film più famoso a cui prende parte Edwige Fenech è sicuramente Quel gran pezzo dell” Ubalda tutta nuda tutta calda, un vero classico, a fianco di Pippo Franco. Altro film da segnalare è Giovannona Coscialunga, disonorata con onore, altro grande successo per Edwige Fenech.

Passata la stagione cinematografica, negli anni Ottanta, con la nascita delle prime emittenti private, partecipa alle edizioni dei programmi Ric e Gian folies, trasmesso nel 1983 su Italia 1, Bene Bravi Bis (1984 con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia), trasmesso sempre su Italia 1 e vincitore del Telegatto, e all”edizione 1985 di Risatissima, varietà del Sabato sera trasmesso su Canale 5 e anch”esso vincitore del Telegatto, insieme a Massimo Boldi, Paolo Villaggio, Lino Toffolo, Celeste Johnson, Lino Banfi e Carmen Russo.

Successivamente passa a condurre su Rai Uno Sotto le stelle (1986), il varietà per ragazzi Immagina (1987 e 1988), Carnevale (1988), Palcoscenico Italia (1988), Sulla cresta dell”onda (1989), Un tesoro di capodanno (31 dicembre 1990 a reti RAI unificate) ma la vera e propria consacrazione in TV arriva nell”edizione 1989-1990 di Domenica In sotto la direzione di Gianni Boncompagni, in cui si rivela una conduttrice simpatica e raffinata.

Nel 1991 presenta il Festival di Sanremo, insieme ad Andrea Occhipinti, un”edizione tutt”altro che memorabile dal punto di vista televisivo a causa dell”evidente impaccio dei conduttori che non trovano l”atmosfera giusta per esprimere le loro potenzialità.

Successivamente ha presentato Singoli (1997), sempre su Rai Uno.

Successivamente Edwige Fenech fonda una casa di produzione tutta sua, e si dedica alla produzione e alla regia di fiction tv e film, la serie più famosa è senz”altro Commesse  realizzato e prodotto proprio da Edwige Fenech.


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